La pulzella d’Orleans

Film, Giovanna D'arco, Pop culture

Donna in abiti maschili, strega e santa, guerriera e vergine.

Giovanna sapeva essere tutto, soprattutto un personaggio dei più emblematici della storia europea.

Nata nel quattrocento durante la guerra dei cent’anni, morì al rogo per mano inglese.

Ma la sua vita rimane tuttora un mistero e uno spunto interessante per la cultura pop.

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BLACK MIRROR 3: NOSEDIVE

Antropologia, Black Mirror, Curiosità, Serie TV, Telefilm

Black Mirror è una serie TV britannica, costruita attraverso episodi autoconclusivi della durata di un’ora circa. Il filo conduttore è la distopia e la costante avanzata della tecnologia nella vita di tutti i giorni, come se fossimo sempre sull’orlo della rivoluzione di Skynet, ma condito con un realismo e un’attenzione verso i rapporti sociali che Terminator azzera con una bella mitragliata.

Il primo episodio della terza serie – su Netflix, naturalmente – si intitola Nosedive e la protagonista, Lacie, è interpretata da una bravissima Bryce Dallas Howard, figlia di Ricky Cunningham di Happy Days e perfetta nel suo vestito color pastello.

L’idea di fondo è straordinaria e si basa sul concetto di rating, che in termine bancario è relativo all’affidabilità di un certo utente e alla sua solvibilità in termini economici.

In questo caso, invece, il rating è rivolto alla sfera sociale e non economica: più voti alti hai, più acquisti valore nella comunità in cui sei inserito…ma come fai ad ottenere cinque stelline su cinque?

Scopritelo guardando questo episodio, in cui anche se il finale è un po’ fiacco – ma è una mia personale opinione – il presupposto è potente e terribile, perché anche se non è Skynet a prendere il potere, vi è qualcosa di più subdolo, il social network, che non lancerà bombe atomiche, ma saprà influenzarti la vita radicalmente.

E vi lascio con una domanda alla fine della visione di questo episodio: che rating avreste? Pensateci… e fatevi prendere dall’ansia.

KRAMPUS

Antropologia, Bizzarro, Curiosità, Folklore

Il 5 dicembre è San Nicolò.

Io l’ho sempre festeggiato, godendone dei doni che mi portava un po’ prima di Natale. Il mio San Nicolò, però, era mio zio Niccolò, con due C, che mi portava sempre dei doni golosi e macchinine telecomandate.

Però quando si parla di San Nicolò non si può non parlare dei Krampus, soprattutto se sei friulana. Il 5 dicembre in alcuni paesi della mia regione, vi è la processione con a capo San Nicolò seguito dai Krampus: uomini  che percorrono le strade del paese camuffati da demoni.

Ma ecco qui la spiegazione presa direttamente da Wikipedia:

I Krampus sono uomini-caproni scatenati e molto inquietanti che si aggirano per le strade alla ricerca dei bambini “cattivi”. Le loro facce sono coperte da maschere diaboliche e paurose; i loro abiti sono laceri, sporchi e consunti. I Krampus quando vagano per le vie dei paesi provocano rumori ottenuti da campanacci o corni, che li accompagnano nel tragitto che li porta in giro, mentre colpiscono con frustate la gente.

L’origine di questa usanza, mantenuta con fiero orgoglio in molti comuni facenti parte dell’area ex-austro-ungarica, si perde nella notte dei tempi. Una delle poche cose di cui si è a conoscenza è che questa manifestazione è legata al solstizio invernale.

È curioso che a mascherarsi secondo la tradizione, e a volte anche in abiti femminili, sono esclusivamente gli uomini. Ma il diavolo, o Krampus, può essere anche femminile, e in questo caso si chiama Krampa. Altra regola è che la maschera da loro indossata non deve mai essere tolta in pubblico e gli spettatori non devono mai cercare di toglierla, pena il disonore per lo smascherato.

SHINTARO KAGO

Curiosità, ero guro, Fumetti, Giappone, illustration, Manga

Shintato Kago è un mangaka della scena Ero Guro giapponese contemporanea, in cui grottesco, erotismo e un certo surrealismo nonsense si mescolano per creare immagini disturbanti e ipnotiche.

 Le decostruzioni che propone, scardinando corpi e crani, costituiscono un tratto distintivo del suo lavoro, e le modificazioni che delinea lasciano spiazzati e morbosamente affascinati.

Lettura consigliata:

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Diari di massacri è una raccolta di racconti ambientati nel medioevo giapponese, in cui tutto l’incubo surreale di Shintaro Kago si esprime nei 13 capitoli di questo volume intenso e perverso come solo lui sa creare.

Non è una lettura per tutti, ma i disegni sono delicatamente violenti, in un costante ossimoro che spiazza e incuriosisce alla scoperta di una bellezza che indaga quell’oltre in cui fatichiamo ad avventurarci.

Per stomaci forti.

Per curiosi coraggiosi.

 

PENNY DREADFUL

Serie TV

Penny Dreadful, gli “spaventi da un penny”.

Tre stagioni di immersione nelle atmosfere gotiche della Londra ottocentesca, con dei personaggi che si ispirano a La lega degli straordinari gentlemen di Moore.

Vi è Dorian Gray, il dottor Frankenstein, Mina Harker e vi è anche un personaggio che si ispira alla Justine di De Sade.

E poi c’è lei, Vanessa Ives interpretata da Eva Green, che vi farà innamorare.

Atmosfere grigie, buie, fumose, sporche come i vicoli della Londra del tempo; streghe, vampiri, uomini lupo ed elementi tipici del romanzo gotico che tornano a prendere vita e ad ammaliare come solo una fattucchiera sa fare.

Un penny per i vostri pensieri.

Anzi, un penny per i vostri incubi più oscuri.

 

 

 

THE LIZZIE BENNET DIARIES

Curiosità, Film, Letteratura, Libri, Orgoglio e Pregiudizio, Serie TV, Telefilm, web

Quest’estate ho fatto una scoperta su You Tube. Una piacevole scoperta, che mi ha tenuta appiccicata allo schermo facendomi lacrimare gli occhi.

The Lizzie Bennet Diaries.

Cos’ è?

E’ una web series del 2013 (lo so, le mie scoperte dell’acqua calda) che si ispira a Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, rimodellando la storia ai giorni nostri e declinando i personaggi in maniera vivace e contemporanea. La serie è sotto forma di vlog, quindi i fatti veri e propri vengono raccontati dalla protagonista e dai vari personaggi che entrano man mano nell’inquadratura, inscenando talvolta dei veri e propri siparietti che aiutano il pubblico a comprendere l’ andamento della storia.

E’ una produzione americana di 100 episodi da 6 minuti in media, accompagnata da diversi spin-off e puntate speciali, e la contemporaneità, sia nella tecnica che nei contenuti, ne fa da padrona. Certo, vi è sempre la signora Bennet che desidera che le sue figlie si accasino, ma qui il vero cruccio delle ragazze Bennet non è trovare un marito, ma un lavoro. Poi l’uomo capita, sennò non sarebbe più Orgoglio e Pregiudizio, e i patemi d’amor che  nell’opera originale provano, anche qui vengono analizzati e messi in scena molto bene; ma il vero fulcro della questione,  la ricerca spasmodica, è la ricerca di un buon impiego, non di un uomo.

Ho visto quasi tutte le trasposizioni di Orgoglio e Pregiudizio: da quella con Colin Firth alla più recente con la variante zombie, mi sono rinfrescata l’inglese guardandomi in lingua originale il film di Wright e ho odiato cordialmente il Darcy di Sir Lawrence Olivier.

E devo leggermi ancora la versione manga…

The Lizzie Bennet Diaries sono una piacevole sorpresa, ma vi consiglio di non guardare TUTTE le 100 puntate in un giorno solo. Perché ci sono cose da fare, lavori da completare e magari pulire casa non è poi una brutta idea o farsi una passeggiata tra i colli.

E poi, vi lacrimano gli occhi.

 

 

THE GET DOWN

Serie TV, Telefilm, The Get Down

Mi sono abbonata a Netflix una settimana dopo la sua uscita in Italia. Non è un portento, ma solo perché ero abituata all’archivio infinito di Megavideo (pace all’anima sua); comunque offre delle chicche non da poco, a partire da Stranger Things, Turbo Kid e altre serie tv appetibili.

Una novità è appunto THE GET DOWN.

La prima stagione immerge il pubblico nel Bronx di fine anni 70, in quel turbinio che solo quel periodo sa dare.

Mi ha entusiasmato.

La nascita dell’ hip-hop dalla decadenza della disco music  è rivista da Baz Luhrmann: un regista che gioca con la saturazione del colore, il barocco – se non vogliamo chiamarlo kitch – e l’intrattenimento a 360 gradi.

Perché THE GET DOWN, ti diverte. Anche se a volte è eccessivo e qualche dubbio sui fatti ti sorge, comunque regge e l’ultima puntata della stagione è un tripudio.

Un assaggio dal teaser trailer per capire l’atmosfera.

Buona visione.